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Come diventare freelance: step, successo e consigli fiscali

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Come diventare freelance: step, successo e consigli fiscali

Come diventare freelance: tutto quello che devi sapere per avere successo

Diventare freelance è un obiettivo sempre più desiderato: l’idea di vivere una vita libera da vincoli, orari e capi che decidono per te è un fattore che caratterizza la nuova società.

Passare tutta la vita in un solo posto di lavoro e lavorare dalle 8 alle 18 non è più uno stile di vita che rispecchia le nuove generazioni, che sono desiderose di maggiore libertà, flessibilità tra la vita-lavoro ma anche di grande attenzione al benessere psicologico.

In questa guida andremo ad analizzare chi è un freelance, come andare incontro a questo stile di vita e quali sono le best practices da mettere in pratica per eccellere come libero professionista.

Cosa significa essere un freelance?

Prima di addentrarci nel vivo di questa guida vediamo innanzitutto chi è un freelance. 

I freelance sono liberi professionisti, quindi senza vincoli di subordinazione, che forniscono i loro servizi in cambio di un corrispettivo. Essere un freelance significa quindi avere la libertà di decidere dove, quando, come e con chi lavorare.

Possono essere freelance per esempio i copywriter, i giornalisti, i designer, i consulenti finanziari indipendenti o gli organizzatori di eventi

Perché sempre più persone scelgono di diventare liberi professionisti?

Nel 2022 in Italia le dimissioni sono aumentate del 30,2% rispetto al 2021, passando da 577 mila a 751 mila licenziamenti volontari, e la causa è il mondo del lavoro stesso.

I lunghi processi di selezione, gli stipendi bassi, i vincoli di orario e di sede lavorativa rendono sempre meno appetibile il mondo lavorativo italiano.

Non a caso, oltre alle fughe di cervelli degli ultimi anni, si è aggiunto anche il boom di dimissioni. Il mondo del lavoro non è in grado di stare al passo con i nuovi desideri delle persone e con l’evoluzione delle tecnologia.

Le aziende sono ancorate a vecchi modi di fare selezione, di ossessiva voglia di risparmiare sui dipendenti e senza la volontà di garantire un giusto equilibrio vita/lavoro al personale.
Le aziende che si sono adeguate alle nuove esigenze sono ancora poche rispetto alle richieste, infatti le candidature che vengono inviate alle cosiddette ‘’aziende unicorno’’ sono sempre centinaia per ogni posizione aperta.

Come diventare freelance: step preliminari

Non esiste un modo e un momento giusto per diventare freelance, è chiaro che dobbiamo sentire un richiamo dentro questo stile di vita.

Per quanto possa sembrare una figata pazzesca avere tempo libero, gestirsi gli orari e non avere ordini, lavorare come libero professionista comporta anche molte responsabilità e tanta disciplina. Questo perché:

  • devi trovare i clienti da solo;
  • lavorerai spesso in solitudine;
  • dovrai imparare ad organizzare bene il tuo tempo e le scadenze;
  • la gestione fiscale è nelle tue mani, anche se con l’aiuto e il supporto di Fiscozen ti toglierai un peso mentale non indifferente.

1. Preparazione e formazione: che lavoro scegliere?

Prima di buttarti a capofitto in questa esperienza,che ti cambierà la vita, devi capire quale lavoro sia più adatto a te sulla base delle tue passioni e delle tue inclinazioni caratteriali.

E’ estremamente importante fare un grande lavoro di autoanalisi prima di partire, non perché non potrai mai più cambiare la tua scelta, ma per aiutare te stesso a vivere meglio questa avventura.

Personalmente uno strumento molto utile, che ho usato per capire la mia strada, è IKIGAI.

L’IKIGAI, è un termine giapponese che può essere tradotto come ‘’ragione di vita o scopo’’. 

Si tratta di un metodo che i giapponesi utilizzano da secoli per l’orientamento professionale.

In pratica si tratta di mettersi a nudo con se stessi e mettere per iscritto queste 4 cose:

  1. Quello che ti piace fare;
  1. Quello che sai fare;
  1. Cosa il mondo del lavoro cerca;
  1. Per cosa mi pagano o mi potrebbero pagare.

L’intersezione tra questi quattro punti indicherà l’area ideale di equilibrio personale, dalla quale dovrà partire un percorso di autoconsapevolezza rispondendo a queste domande:

  • Cosa ti piace fare ? Sia nel lavoro che nel tempo libero
  • Cosa sai fare e quali abilità hai?
  • Cosa cerca il mondo del lavoro a livello di competenze?
  • Per quali attività potrebbero assumerti?

Rispondi a queste domande in modo sincero. 

Per esempio se hai un carattere introverso e nel tempo libero ti piace leggere molto, il lavoro del copywriter potrebbe fare al caso tuo.

2. Organizzazione personale: strumenti e tecniche per la produttività

Uno degli aspetti più difficili della vita da freelance è sicuramente quello dell’organizzazione del tempo, del lavoro e degli spazi.

Un problema comune a tanti freelance è quello di avere difficoltà a staccare da lavoro, e vivere in quel loop di lavoro e vita privata come se fossero la stessa cosa, questo perché il più delle volte il nostro lavoro è anche la nostra passione.

Non sempre però, lavorare tanto è significato di lavorare bene, anzi tante volte si rischia di rimanere davanti al computer più per il senso del dovere che per la vera produttività.

Una buona tecnica per l’organizzazione del tempo è sicuramente quella di staccare il telefono mentre sei nel flow lavorativo e creativo, e se vuoi approfondire il tema ti consiglio questa lettura di Cal Newport. 

Una volta spento il telefono, è molto utile la ‘’tecnica del pomodoro’’ dove si alternano 25 minuti di concentrazione e 5 di pausa. 

La tecnica è nata con questi tempistiche ma penso che ognuno deve trovare il proprio ritmo. Il punto cruciale è cercare di stare quanto più attenti e concentrati sul lavoro, e soprattutto evitare le distrazioni (come il telefono o i social) durante le pause.

3. Cosa serve per diventare freelance: strumenti e risorse essenziali

In questo paragrafo andremo a vedere gli strumenti e le esperienze game changing per un freelance.

Computer, software e attrezzature

I computer più utilizzati dai freelance sono sicuramente i Mac, casa Apple. Sono sicura che non hanno bisogno di presentazioni. Sono versatili, leggeri e adatti per l’attività da libero professionista, soprattutto per le eccezionali prestazioni e la protezione da malware già integrata.

Per diventare freelance non è obbligatorio acquistare un Mac, esistono in commercio numerose alternative altrettanto valide e con budget diversi.

Grande attenzione va posta anche alla postazione di lavoro, acquistando per esempio una  sedia ergonomica per una corretta postura, visto che il freelance generalmente passa tanto tempo seduto davanti al computer.

Per quanto riguarda i software ci sono dei must have per ogni freelance:

  • Google Calendar: per la programmazione dei lavoro, delle scadenze e degli appuntamenti. In aggiunta è gratuito e super intuitivo;
  • Google Drive: per l’archiviazione dei documenti,come fatture o contratti, e dei lavori svolti, come video, blog post o altro. E’ gratuito fino a 15 GB di archiviazione, in seguito ci sono diverse opzioni di costo e di spazio di archiviazione;
  • Notion: è l’organizzatore della vita per eccellenza. Ti permette di organizzare le to do list personali e del tuo team, gli impegni come sport o dieta, le scadenze e il lavoro da libero professionista. Una valida alternativa è anche Trello;

Corsi di aggiornamento

Essere freelance significa investire tanto in formazione per poter stare al passo con i tempi veloci e per poter rimanere un professionista sempre aggiornato sulle novità del mondo lavorativo.

Due dei migliori corsi sul mercato a mio avviso che riguardano il freelancing, il mindset e la gestione della libera professione sono:

  1. Funkylancers di Iacopo Pelagatti: un concentrato di nozioni, divertimento, e crescita personale e professionale. Un percorso che si pone l’obiettivo di insegnarti ad essere un freelance eccezionale che vuole cambiare le regole del gioco. Un percorso per i veri ribelli insomma;
  1. Business Genetics di casa Marketers: un percorso incentrato su come fare business nel mercato digitale, perché diciamocelo essere freelance significa essere imprenditori a tutti gli effetti (di se stessi però);

Eventi di settore e networking

Frequentare gli eventi del settore e fare networking è estremamente importante per un freelance perché ti dà numerosi benefici tra cui:

  • possibilità di conoscere nuove persone, che potrebbero diventare futuri clienti, collaboratori o partner imprenditoriali;
  • possibilità di rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità del mercato;
  • possibilità di espandere i propri orizzonti e allargare il proprio mindset.

Il networking è uno strumento potentissimo perché non solo ti permette di crescere professionalmente ma anche di incontrare persone simili a te, perché diciamocelo per quanto il freelancing sia un percorso che dona grande libertà è spesso un percorso solitario.

Un grandissimo evento del settore del digital marketing è sicuramente il Marketers World, che si tiene ogni anno a ottobre a Rimini. E’ un acceleratore che ti permette di fare un passo gigante nella tua carriera professionale ma anche nella vita personale. 

A seguire un evento altrettanto valido che si tiene a giugno di ogni anno è il We Make Future, che è un concentrato dei migliori personaggi del settore. Tanto valore e networking di alto livello.
Non sempre gratis è sinonimo di scarso, infatti Learnn da due anni a questa parte, ad ottobre organizza 3 giornate di formazione online gratutite ricche di casi studio di Top Brand e di live tenute dai migliori esperti del digital marketing.

Quanto si guadagna da freelance?

Quando si parla di guadagni dei freelance si apre sempre un punto interrogativo. Essendo una libera professione non esiste un prezzario uguale e universale per tutti, è un pò come il mercato libero dell’energia dove ognuno ha le sue tariffe e offerte.

Tariffe, budgeting e gestione delle entrate

Nel mondo del freelancing si parla spesso di tariffe orarie, con la possibilità di calcolarle in modi diversi a seconda dei fattori che si tengono in considerazione.

Per quanto questo sia utile, per professioni come l’avvocato o il medico, per le professioni creative è estremamente difficile da quantificare.

Il range di tariffa è da 0 a infinito, e il più delle volte le professioni creative (come copywriter, designer) non lavorano a tariffa oraria ma a progetto. Questo perché le professioni che si affidano ai processi creativi per lo svolgimento di un progetto difficilmente sono quantificabili come tempo, ci si può impiegare 2 ore come 3 giorni. 

E qui nasce il bivio: mi faccio pagare per le due ore che ci ho messo o per tutta l’esperienza e la conoscenza che ho alle spalle ?

La libertà di essere freelance sta anche nel decidere se optare per un modo o per un altro, e soprattutto di decidere quanto vale il tuo lavoro.

Confronto tra libera professione e lavoro dipendente

Tra la vita da libero professionista e da dipendente ci sono molte differenze, e adesso ne andremmo ad analizzare una ad una:

  1. Libertà: come abbiamo detto anche in precedenza i freelance hanno una grandissima autonomia nel stabilire la gestione del tempo, dei progetti, delle ferie. In compenso dipendenti sono poco liberi e molto soggetti agli orari e ai luoghi di lavoro;
  1. Stabilità finanziaria: i freelance vivono la vita come una montagna russa, un mese ci possono essere 3k di entrate il mese dopo 500 euro, non è presente un’entrata fissa e tutto dipende dagli accordi con i clienti. In compenso il dipendente fa sempre riferimento allo stipendio fisso che ogni mese entra nelle sue tasche;
  1. Sviluppo professionale: i freelance nel momento in cui decidono di voler crescere ed evolvere come professionisti devono pagare di tasca propria i percorsi di formazione, a differenza dei dipendenti che hanno la formazione pagata dall’azienda;
  1. Guadagno: il guadagno dei freelance ipoteticamente è infinito, questo per dire che sta al professionista stabilire le proprie tariffe e il quantitativo di lavoro che vuole svolgere. D’altro canto invece i dipendenti hanno un margine di guadagno molto basso, l’entrata è sempre quella (salvo scatti di anzianità, straordinari o promozioni).
  1. Responsabilità fiscale: un peso del quale si deve addossare un libero professionista è sicuramente quello della gestione fiscale e del pagamento delle tasse in rate di importi molto elevati, a differenza dei dipendenti le cui tasse vengono già calcolate e sottratte in busta ancora prima di ricevere il compenso mensile.

Freelance in Italia: consigli fiscali e normative

Una volta deciso quale lavoro vogliamo rendere nostro, il passo successivo è quello di optare per l’apertura della partita iva che sarà lo strumento che ti permetterà di staccare fatture regolarmente.
Prima di aprire partita iva, per gli incassi inferiori ai 5 mila euro annuali e le attività occasionali puoi decidere di optare per la ritenuta d’acconto. Ti consiglio di leggere questa breve guida di Fiscozen per maggiore chiarezza.

Quando aprire la Partita IVA e quanto costa

Aprire una partita iva è obbligatorio nel momento in cui l’attività lavorativa che svolgi diventa professionale e continuativa:

  • professionale, ovvero non è il tuo lavoro e non hai una qualifica per svolgerla;
  • continuativa, l’attività non è svolta in modo occasionale.

Ci sono invece alcune attività, come il medico o l’avvocato, che dopo l’iscrizione all’albo hanno l’obbligo di apertura immediata della partita iva.

L’apertura della partita iva avviene in modo diverso a seconda che la tua attività sia:

  • intellettuale, come un copywriter o un notaio, la partita iva va aperta come libero professionista;
  • artigianale, commerciale o imprenditoriale, come un e-commerce o un parrucchiere, devi aprire la partita iva come ditta individuale.

Il costo dell’apertura varia a seconda di come decidi di aprirla:

  • se in autonomia, il costo è gratuito;
  • se con l’aiuto di un intermediario come Fiscozen, dovrai pagare il suo costo.

Regime forfettario, regime ordinario e Codice Ateco: facciamo chiarezza

La scelta del codice ATECO è una fase molto importante dell’apertura della partita iva, e serve per classificare, sia a livello statistico che fiscale, l’attività che andrai a svolgere. 

Per scegliere quello giusto occorre avere molta chiarezza delle mansioni che la tua attività comporta al fine di scegliere quello più adatto.

Adesso facciamo un po ‘ di chiarezza tra regime forfettario e regime ordinario, seguimi.

Regime forfettario: il regime fiscale agevolato (o forfettario) per autonomi è un regime particolarmente vantaggioso, e per potervi accedere è necessario:

  • ricavi conseguiti o compensi percepiti non superiori a 85.000 € per il 2023 (il limite in vigore fino al 12/2022 era di 65.000 €);
  • non aver percepito una retribuzione come dipendente superiore a 30.000 € lordi annui;
  • non essere socio di società di persone;
  • non possedere quote di maggioranza in una società di capitali nello stesso settore nel quale si apre la partita iva;
  • per i primi 5 anni di attività si pagano le tasse al 5% mentre superati i cinque anni si passa al 15% fino alla soglia di 85k di ricavi.

In aggiunta, proprio perché è un regime particolarmente vantaggioso, non ti da la possibilità di scaricare quasi nulla, almeno chè non si percepiscono anche redditi da lavoro dipendente.

Regime ordinario: per il regime ordinario le carte in tavola cambiano perché:

  • risulta conveniente quando la tua attività ha molti costi fissi da sostenere o quando incassi importi superiori ai 100.000 €;
  • si applica l’IRPEF, e la tassazione viene calcolato a scaglioni sulla base dei guadagni;

Si può fare senza commercialista? Pro e Contro

L’apertura della partita iva può essere fatta anche in autonomia, il punto è che può comportare alcuni rischi e la gestione può risultare più macchinosa e lunga rispetto al supporto continuo di un commercialista che ti segue.

Per gestire la partita iva senza commercialista:

  • devi rivolgerti ad un caf, che ha costi inferiori rispetto ad un commercialista ma anche tempi più lunghi;
  • utilizzare dei software che ti permettano di gestire tutte le attività che la partita iva comporta, come per esempio l’emissione delle fatture;
  • scegliere il codice ateco sulla base della tua attività;
  • optare per un regime fiscale piuttosto che per un altro;

Aprire la partita iva in autonomia chiaramente comporta anche un bagaglio di conoscenze non indifferente per affrontare tutti questi passi.

Un’alternativa valida al commercialista tradizionale, è quella del commercialista online che ha costi inferiori però ti supporta in ogni tuo passo e in ogni dubbio esattamente come un commercialista tradizionale.
Per partire con il piede giusto, senza incorrere in sanzioni dall’agenzia delle entrate, per mancanza di adempimenti ti consiglio di rivolgerti a Fiscozen, il servizio per la gestione della tua partita iva in modo sicuro, veloce e intuitivo.

Avere successo come freelance: suggerimenti e Best Practices

Per essere un bravo freelance non basta essere bravo in ciò che fai, questo perché nel percorso di gestione della tua attività imprenditoriale avrai a che fare con la gestione dei soldi, dei clienti, della reputazione e anche dell’autostima.

Ricordati sempre che da grandi poteri derivano anche grandi responsabilità.

I primi passi da fare: esperienze e networking

All’inizio della propria attività come freelance la difficoltà più grande è quella di trovare clienti e farsi conoscere.

I clienti richiedono un portfolio ma tu non ne hai uno perché hai appena iniziato.

Un ottimo modo per iniziare con il piede giusto è sicuramente quello di fare tanto networking e mettersi a disposizione per lavorare anche in modo gratuito.

In questo modo inizierai a costruire una rete di persone che ti conosceranno per la persona che sei e anche per le tue abilità, e in aggiunta avrai la possibilità di crearti un portfolio di lavori da presentare.

Le piattaforme più popolari per trovare lavoro da freelance

Un ottimo modo per iniziare e costruire il proprio portfolio è quello di utilizzare le piattaforme online di freelancing. Tra le più famose ci sono:

  1. Fiverr
  2. Digitazon
  3. Upwork
  4. Freelancer
  5. Twago
  6. Guru

Il pro di queste piattaforme è che ti permettono di avere dei lavori subito, in modo tale da poter fare pratica e iniziare a costruire un portafoglio di progetti.

I contro invece sono: prezzi bassi, consegne veloci e molta competizione.

Community per freelance italiani

Nel mercato italiano ci sono numerose community dedicate ai freelance e al nuovo mercato digitale.

La mia più famosa è sicuramente quella del mondo Marketers, una community di appassionati, di imprenditori, di freelance che hanno fame di crescita, libertà e esperienza.

Un’altra grande community italiana è quella di Learnn, esplosa negli ultimi due anni ma che offre grandi possibilità di networking, crescita e confronto.
Far parte di community oltre ad essere un acceleratore di crescita incredibile, ti permette di rimanere sempre in contatto con persone che stanno percorrendo lo stesso tragitto, e questo significa maggiore supporto e meno solitudine.

Libri consigliati

Concludo questa guida  con i migliori libri da leggere per vivere al meglio questa esperienza.

  1. La regola dei 5 secondi di Mel Robbins, per smettere di procrastinare;
  1. Design your life di Dave Evans e Bill Burnett, per individuare le nostre priorità, gli obiettivi e il nostro significato personale di vivere la vita;
  1. Questo è il marketing di Seth Godin, per rimanere sempre al passo con le nuove dinamiche di mercato;
  1. 4 ore alla settimana di Timothy Ferriss, per imparare ad organizzare il proprio tempo e il proprio lavoro e smettere di sentirsi sopraffatti;
  1. Minimalisto digitale di Cal Newport, per rimettere a fuoco la propria vita in un mondo pieno di distrazioni.

Conclusione: la strada per diventare un freelance di successo

Siamo giunti alla conclusione di questa guida, nella quale abbiamo analizzato più da vicino i pro e i contro della vita da freelance.

Essere freelance è un gioco di lungo periodo, e soprattutto è un gioco fatto per chi ha voglia di sfidarsi ed andare oltre ciò che viene imposto dalla società. 

Un gioco per chi ha voglia di vivere secondo le proprie regole.

Se sei qui, e sei arrivato in fondo a questa guida, significa che anche tu stai cercando un modo alternativo di vivere la vita. Per rimanere sempre aggiornato e in contatto seguimi anche sui social.

‘’Quando ami quello che fai, non hai alternative, sei innamorato. Ma se vuoi rendere quel amore un capolavoro devi essere disciplinato. Se sai e scopri in cosa sei bravo, di che cosa sei innamorato, e sei anche disciplinato, e fai più degli altri farai sempre la differenza. Bisogna essere ambiziosi nella vita.’’Jago, The Curators

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